• boldeniga01
  • boldeniga01_b
  • boldeniga01_c
  • boldeniga01_d
  • boldeniga01_e

Nell'epoca dei longobardi come era accaduto poi intorno al Mille, la recinzione dell'altura del Castello di Boldeniga venne realizzata non con opere murarie solide e durature, ma con una rustica palizzata che correva subito a ridosso del fossato perimetrale.
Solo, al centro del dosso, fu impiantato un mastio in pietra e mattoni, forse con lo stesso sviluppo dell'attuale torre.
Di questa realtà architettonica si intuiscono ancora le tracce nella muratura alla base dell'edificio che noi vediamo.
Qui, alcune grosse pietre e diversi mattoni di varie dimensioni, spiccano nell'ordinata trama dei muri delle epoche successive. L'ossatura della torre attuale risale invece alla metà del Trecento, quando furono modellate la grande finestra con strombo esterno sul lato sud e le due piccole aperture ad arco acuto sulla facciata di mattina.
Intorno al 1450 la torre venne sovraelevata e fu aggiunto il corpo di fabbrica con gli archi e la loggia.
L'originaria impronta militaresca si addolcì con l'inserimento di ambienti aperti ed accoglienti, mentre nel secolo precedente la torre aveva una sola porta e tutte le altre aperture erano collocate in alto ed erano irraggiungibili.
Il bel coronamento a dentelli, tipico dell'architettura lombarda della seconda metà del Quattrocento, e le buche della "passerera" costituiscono un'altra interessante testimonianza del mutamento dei tempi e dei costumi.
Verso il declino del XV secolo il Castello di Boldeniga passava da baluardo difensivo a rifugio di campagna per la nobile famiglia proprietaria che qui seguiva l'andamento dell'azienda agricola e si dedicava alla caccia.
Dai documenti antichi sembra che il Castello appartenesse ai Calzaveglia che nel 1630 dichiarano di possedere un "casamento cioè castello padronale", o ai Luzzago che nel 1548 avevano una torre colombara "in contrada della chiesa".

Alessandro Guerrini


ITINEARIO PER UN RESTAURO

Ricordo quando il "Castello" troneggiava sulla piazza di Boldeniga, nonostante lo stato un po' fatiscente e gli oltraggi di tante opere aggiunte e modificate che si erano stratificate negli anni.
Emergeva del tutto la bellezza di una struttura antica, ancora sostanzialmente intatta con le sue dimensioni e le sue proporzioni, non certo conformi al nostro modo di abitare oggi, ma pur consegnateci da una logica più lontana, che i secoli, in questo caso clementi, avevano conservato.
Come vincere, allora, con la nostra "logica", la contraddizione di far rivivere una struttura che non ci appartiene più, se non come memoria storica e nello stesso tempo far essere bella una cosa già bella?
Per rendere abitabile, oggi, un castello bisogna porre in essere alcune funzioni del tutto nuove ed inevitabilmente far perdere alcune di quelle originali.
Il restauro rende possibile la vista di una struttura che era viva solo un tempo, ma richiede anche di modificare i nostri ruoli su quelli del castello, lasciare tutto co- me era limitandoci a togliere tutto quanto si è aggiunto nei secoli; mettere bene in evidenza quanto di nuovo si renda indispensabile aggiungere per permettere la vita di oggi.
Questo è stato, per noi, il restauro, affascinante quanto coinvolgente, del Castello di Boldeniga, animati dal proposito di consegnare all'oggi il modo antico di costruire e di vivere, nella segreta illusione di fermare il tempo.

Arch. Raoul Rabolli Pansera

Dal 1997 il castello di Boldeniga vede la luce nel castello.
CASTELLO DI BOLDENIGA - Via Volta - Boldeniga (Dello) - Brescia - Tel 030 9719411

viagra senza ricetta